Ho sgarrato, anche questa dieta è fallita
Succedeva sempre così.
Partivo con una nuova dieta, motivato.
Pesavo le porzioni, sceglievo i cibi giusti, evitavo i pasticci.
Poi, per qualche motivo, sgarravo.
Una volta era una cena fuori con gli amici: “Eddai, la dieta la fai domani”.
Un’altra era Nonna Lina che insisteva per assaggiare la torta a cui aveva dedicato il pomeriggio.
Altre volte erano situazioni in cui non decidevo io: “stasera mangiamo al McDonalds tutti assieme dai”
E a quel punto succedeva sempre la stessa cosa: Fine dieta.
“Anche questa dieta è andata a farsi benedire.
Quindi tanto vale strafogarsi.
Tanto io la dieta non la riesco a fare.
Sono ciccione, rimarrò ciccione e morirò da ciccione.
Pazienza. Ho altre qualità che i magri non hanno.”
E basta diete.
Per mesi.
Fino alla prossima volta che mi sarebbe tornata in testa l’idea di rimettermi a dieta e sarei ripartito.
Il problema non era lo sgarro.
Il problema era pensare che una caduta, normale e inevitabile, fosse la fine del percorso.
Come se uno scivolone cancellasse tutti i passi fatti prima e impedisse quelli che avrei potuto fare dopo.
Era il tutto o nulla.
Quello che è cambiato in me non è stato smettere di sgarrare.
È stato smettere di trasformare uno sgarro in una settimana di scelte catastrofiche solo perché “ormai tanto vale mangiare anche quello”.
Il problema oggi è sparito? No, ma oggi lo gestisco senza crocifiggermi e senza punirmi.
Da quanto tempo ti senti l’unico incapace di seguire una dieta per un errore normale in cui tutti cadono e poi, semplicemente, passano oltre?
👉 Prosegui con la pillola 2:
Parto fortissimo. Poi mollo.
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