È il weekend che rovina tutto!
Settimana perfetta.
Dal lunedì al venerdì nemmeno uno sgarro.
Ho misurato anche la foglia di insalata che ho aggiunto al petto di pollo.
Un controllo degno di un chirurgo a cuore aperto.
La routine mi aiutava, chiaramente.
Una specie di omeostasi: tutti quei meccanismi che il corpo mette in piedi per regolare un equilibrio.
Sveglia.
Colazione da manuale.
Lavoro mattutino.
Pausa pranzo da manuale.
Pomeriggio di lavoro.
Merendina salutare.
Sport
Cena da manuale.
Serata sul divano.
Snack pre-nanna.
A letto, che domani è uguale.
Una macchina.
Così lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì.
Poi c’è il weekend.
Anzi, a dirla tutta, il weekend inizia venerdì sera.
Perché venerdì sera si esce.
E invece di essere a nanna a mezzanotte, si fa qualche ora in più.
Che porta un po’ di fame.
Resistiamo.
Poi sabato mattina ci svegliamo a un orario che sembra più comodo,
ma in realtà abbiamo dormito meno.
La colazione diventa brunch.
Il pranzo diventa leggero.
La merenda la salto perché sono in giro.
E in men che non si dica mi ritrovo a cena, dove inevitabilmente:
– ho più fame e mi sento legittimato a mangiare “di più” perché durante la giornata ho mangiato “di meno”
– mangio fuori e non so quantificare bene cosa sto ingerendo
– mi invitano a bere un bicchiere in più: “eddai, è sabato sera”
– un bicchiere diventano due e sono meno controllore di me stesso
– non mi sento stanco ma sono stanco, la giornata non segue la mia routine, questo non mi fa prendere le decisioni che dovrei
– è weekend, almeno nel weekend non mi alleno: mi allenerò di più lunedì
E questo… è solo il sabato.
Il weekend non rompeva la dieta.
Il weekend rompeva l’illusione che io potessi vivere con quella rigidezza che mi ero imposto durante la settimana.
Non ero debole.
Era il mio sistema che non reggeva il contesto.
Non ero allenato per questo.
Ero partito da zero a cento, come nella pillola 2.
E sguazzavo nel senso di fallimento, mollando tutto o facendo sacrifici ancora peggiori la settimana dopo, per poi crollare di nuovo al weekend successivo e mollare come nella pillola 1.
Anche lì provavo a compensare.
Ma la compensazione non è equilibrio.
A un certo punto ho smesso di chiedermi perché il weekend rovinasse tutto.
Ho iniziato a chiedermi perché arrivassi al weekend già così stanco.
Stanco di controllare il cibo.
Stanco di forzare gli allenamenti.
Stanco di tenermi insieme con la motivazione.
E lì ho capito una cosa che mi ha fatto paura:
non ero io che mollavo. Era il mio corpo che stava iniziando a mollare me.
👉 Prosegui con la pillola 5:
Il mio sistema ad un certo punto ha detto basta
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